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Laurel Zuev
Laurel Zuev

Il Ventaglio Bianco 720p !LINK!



Nella Cina dell'ottocento due ragazze sono unite per la vita dal vincolo di "laotong". Comunicano fra di loro attraverso messaggi scritti su un ventaglio in un linguaggio segreto. Nella Shanghai dei giorni nostri, Nina e Sophia, cercano di mantenere un'amicizia decennale, malgrado la carriera professionale, la vita sentimentale complicata e una società in continuo cambiamento. Facendo tesoro della lezione di chi le ha precedute, le due ragazze di oggi capiscono l'importanza del loro legame.




Il ventaglio bianco 720p



Dragon e Cowboy sono due giovani cugini che un giorno si innamorano per caso della stessa ragazza, arrivando a litigare ferocemente pur di conquistarne le attenzioni. Poco tempo dopo però i due scoprono che una banda di loschi trafficanti è in procinto di vendere di contrabbando alcuni manufatti antichi: il loro spirito nazionalista e idealista li spingerà ad unire le forze per fermare il piano criminale.Terza regia per Jackie Chan, susseguente alla sua prima, breve, trasferta hollywoodiana (La corsa più pazza d'America e Chi tocca il giallo muore), I due cugini inizialmente doveva essere il seguito di Il ventaglio bianco, ma la trama è stata poi modificata in corsa per dar modo all'attore-regista di esplorare nuove vie narrative, pur mantenendosi in un contesto abbastanza tipico delle produzioni hongkonghesi del periodo.


In questa sua nuova prova dietro la macchina da presa JC non aveva ancora smussato alcuni difetti già riscontrabili nelle due opere precedenti, e in particolare la pesantezza di alcune sequenze eccessivamente lunghe si fa sentire ancor più che in passato. Il gioco della piramide che strizza l'occhio al rugby e l'estenuante combattimento con il villain hanno infatti un minutaggio ingiustificato che porta ben presto ad un senso di fastidio e monotonia e spezza il ritmo di una visione altrimenti divertente e godibile, seppur coreograficamente meno ispirata del previsto, tale da far rimpiangere le esaltanti scorribande marziali de Il ventaglio bianco. Rimangono al solito grandi momenti di puro spettacolo atletico, con l'apoteosi raggiunta nell'appassionante partita di calcio-volano a mettere in mostra le incredibili doti della star, davvero un fenomeno in questo sport atipico conosciuto in Cina come Jianzi e sorta di antenato di quello da molti considerato il "gioco più bello del mondo". La varietà nei cento minuti di visione certamente non latita ma sono evidenti le forzature di un racconto che manca di spessore e il cui contesto comico non aggiunge in quest'occasione nulla di più che qualche sporadica risata.


  • Wayne Wang

  • Titolo OriginaleSnow Flower and the Secret FanNazioneCina/U.S.A.Anno Produzione2011GenereDrammatico

  • Durata105'InterpretiLi Bingbing

  • Jun Ji-Hyun

  • Vivian Wu

  • Hugh Jackman

  • SceneggiaturaAngela Workman

  • Michael Ray

  • Ronald Bass

  • Tratto dadal romanzo "Fiore di Neve e il ventaglio segreto" di Lisa SeeFotografiaRichard Wong

  • MontaggioDeirdre Slevin

  • MusicheRachel Portman

TRAMADue storie di amicizia, solidarietà e (in)comprensione femminile, tra la Cina del XIX secolo e quella del presente.


Laccato fino allesasperazione, levigato fino allindifferenza, tanto compito da sembrare dipinto, non filmato: melodramma raggelato e(/ma) sereno, Il ventaglio segreto applica a una vicenda a dir poco frusta una rigorosa osservanza di principi geometrici e rimandi speculari che, sebbene spinta a tratti (soprattutto nel finale) oltre la soglia del kitsch, risulta impressionante per tenuta e persino sorprendente nel risultato complessivo. La Storia e le vicende della contemporaneità si sovrappongono, non solo per la presenza delle stesse attrici nei ruoli principali: i tasselli dei due racconti si saldano gli uni agli altri come in unelaborata partita di domino, mentre il soggetto del film si delinea sempre più chiaramente. I sentimenti individuali passano in secondo piano rispetto a quello che è il vero protagonista della pellicola, il Tempo che plasma i rapporti umani come il profilo del paesaggio, poco importa che si tratti della Cina arcaica o della Shangai di oggi, animata da una smania di metamorfosi che ha il suo riflesso oscuro nella decadenza colma di rancore del personaggio della matrigna di Sophia. Wayne Wang fa muovere i suoi personaggi in una gabbia trasparente, schiacciati da luci fredde e taglienti, rimarca il carattere cerimoniale dellopera(zione), trova nellallusione e nel dettaglio che filtra quasi per sbaglio tra le maglie del racconto (lambigua relazione fra le laotong arcaiche, la condiscendente gelosia dellamica ben maritata nei confronti della moglie del rude macellaio) la misura perfetta per raccontare lanima di figure a tal punto labili da sembrare fatte di carta. Purtroppo il tema della scrittura, centrale a livello discorsivo, non si traduce mai in invenzioni visive allaltezza, rimanendo tendenzialmente accessorio e decorativo (vedi la scena, didascalica oltre ogni ragionevole limite, dellinstallazione in fieri). Il che però, vista la natura del film, è un male molto relativo. 076b4e4f54


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